{"id":2280,"date":"2024-11-07T17:08:42","date_gmt":"2024-11-07T16:08:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.legambientevaldera.it\/circolo\/?p=2280"},"modified":"2024-11-11T16:22:51","modified_gmt":"2024-11-11T15:22:51","slug":"tutela-del-territorio-e-eventi-climatici-estremi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.legambientevaldera.it\/circolo\/2024\/11\/07\/tutela-del-territorio-e-eventi-climatici-estremi\/","title":{"rendered":"Tutela del territorio e eventi climatici estremi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\">Di fronte a eventi meteorologici estremi \u2013 terribile quanto apprendiamo in queste ore dalla Spagna Come quelli che penalizzano tanto le aree pianeggianti in riva ai fiumi della Toscana (e pi\u00f9 in generale di tutto il nostro Paese e molte aree del pianeta), quanto le aree collinari sottoposte a frane e smottamenti, tutti si sentono in grado di dire la loro, attribuendo colpe e responsabilit\u00e0 a destra e a manca.<br>Poi, siccome tutti si sentono tecnici qualificati ed esperti, si suggeriscono pure ricette facili pronto uso per risolvere tutti i problemi (un po\u2019 come al bar, quando tutti diventano commissari tecnici<br>della Nazionale di calcio!). E cos\u00ec, in questo clima di forte rigurgito anti-ambientalista (fomentato anche dai partiti e dall\u2019attuale governo della destra), tutte le colpe dei disastri ambientali hanno all\u2019improvviso un indirizzo preciso: le politiche ecologiche portate avanti finora dall&#8217;Europa riguardo alla tutela del territorio, della biodiversit\u00e0 e degli ambienti naturali; in una parola la negazione del<br>cosiddetto Green Deal (che poi ci sarebbe da capire quanto questo Green Deal ci sia davvero).<br>Ecco allora che i \u201cveri responsabili\u201d dei disastri idrogeologici e alluvionali, diventano, di volta in volta: gli ambientalisti e l\u2019Europa che si oppongono a che i fiumi diventino canali cementati a<br>scorrimento veloce (e magari tombati); le nutrie ed i gamberi che, con le loro tane, sono i veri responsabili dell&#8217;indebolimento degli argini; la mancata pulizia \u201ca raso\u201d e il dragaggio degli alvei fluviali che, secondo quest\u2019ottica, dovrebbero<br>diventare come \u201cpallai\u201d per far scorrere velocemente le masse d&#8217;acqua (magari col mare che, a<br>causa del vento contrario, poi non riceve, aggravando il pericolo di inondazione); e ancora gli ambientalisti che, con le loro aree protette e la fissa della tutela della natura e della<br>biodiversit\u00e0, \u201cingessano\u201d il territorio, opponendosi persino a creare delle belle e costose opere di contenimento in cemento, che magari servono a poco o niente ai fini della protezione (se l\u2019acqua \u00e8<br>tanta, si ferma da una parte, ma esce dalle altre\u2026.), ma fanno tanto \u201cpolitica del fare e dell\u2019intervenire\u201d.<br>Diciamo che \u00e8 drammaticamente vero che sono in atto cambiamenti dei regimi pluviometrici, con rovesci d\u2019acqua sempre pi\u00f9 concentrati in episodi intensi; e quando su una porzione piccola di<br>territorio precipitano in poche ore le centinaia di millimetri di pioggia che normalmente cadrebbero in un anno intero, non ci sono prevenzioni sicure ed efficaci. Per questo siamo assolutamente d&#8217;accordo che i Sindaci non vadano lasciati soli e che sono abbastanza impotenti, con le loro scarse risorse, a tamponare i sempre pi\u00f9 frequenti disastri idrogeologici del territorio.<br>Ma bisogna avere anche il coraggio di dire, una volta per tutte, che in questa nuova condizione di eventi estremi, l\u2019attuale assetto del territorio &#8211; cos\u00ec cementificato e impermeabilizzato, con il reticolo<br>idrografico minore nella totale incuria (se non addirittura del tutto cancellato dalle massicce lottizzazioni e dalle colture intensive), con i fiumi che in natura dovrebbero avere alveo indefinito e<br>variabile o ora sono costretti in argini talora stretti, cementificati o addirittura con alveo \u201ctombato\u201d &#8211; ecco, un assetto del territorio cos\u00ec, non funziona pi\u00f9.<br>Non lo diciamo solo noi, ma lo dicono anche i climatologi del CNR, iConsorzi di Bonifica e la stessa Comunit\u00e0 Europea. Tra l\u2019altro, il 17 giugno di quest\u2019anno, il Consiglio Europeo ha approvato il Regolamento sul ripristino della Natura che, proprio per mitigare i cambiamenti<br>climatici e gli effetti delle catastrofi naturali, richiede di ripristinare entro il 2030 almeno il 20% delle aree terrestri e marine (compresa anche la eventuale rimozione di suolo impermeabilizzato e<br>cementificato in aree a rischio), in quanto gli studi scientifici hanno ormai inequivocabilmente dimostrato che \u201cla presenza di un maggior numero di ecosistemi ricchi di biodiversit\u00e0 determina<br>una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici e offre modalit\u00e0 pi\u00f9 efficaci di riduzione e prevenzione delle catastrofi\u201d.<br>Bisogna perci\u00f2 tornare a dire con chiarezza &#8211; come si ipotizzava negli anni \u201880 del secolo scorso (poi largamente disatteso) &#8211; che occorre dare vie di fuga all\u2019acqua, creando zone o casse di espansione funzionanti ed efficaci, rinunciando per questo a cementificare una parte del suolo,<br>mantenendolo permeabile ed esondabile, e garantendo che, in caso di piena, ci siano delle valvole di sfogo, come da sempre avviene in Natura.<br>Talvolta, anche quando le casse di esondazione ci sono, risultano inutili perch\u00e9 localizzate a quote pi\u00f9 alte dei terreni circostanti e perci\u00f2 l\u2019acqua dentro non ci va. La cassa di espansione presso la Localit\u00e0 La Sterza (costata oltre 4 milioni di euro di denaro pubblico!) ne \u00e8 un chiaro esempio.<br>In questi giorni di piena del Fiume Era abbiamo visto i campi intorno alla cassa completamente allagati, mentre l\u2019interno era clamorosamente vuoto: in pratica l\u2019ingresso dell\u2019acqua nella cassa \u00e8<br>pi\u00f9 alto del livello di piena e quindi l\u2019acqua si sparge e inonda i terreni esterni, anzich\u00e9 entrare dentro la cassa di esondazione.<br>Legambiente Valdera ha segnalato fin dal 2014 all\u2019Autorit\u00e0 di Bacino e alla Regione Toscana la anomalia di questa situazione, ma, a distanza di 10 anni, lo stato delle cose \u00e8 ancora lo stesso e la pericolosit\u00e0 idraulica per le zone circostanti questa struttura, che dovrebbe servire ad accogliere le acque in eccesso, permane tristemente inalterata. E pensare che, date le dimensioni, sarebbe in<br>grado di liberare per una mezz\u2019ora un flusso d\u2019acqua di 400 m3<br>\/sec, alleggerendo la eventuale piena dell\u2019Era a valle, verso Capannoli, Ponsacco e Pontedera!<br>Stesso discorso per le aree in pendio soggette a franosit\u00e0: riprendiamo a mantenere gli assetti idraulici antichi del girapoggio, con le scoline e i muretti dei terrazzamenti per rallentare i flussi<br>delle acque, evitando di continuare a disboscare, sbancare ed edificare laddove le condizioni geomorfologiche sono precarie per la stabilit\u00e0 delle colline.<br>Ma, soprattutto, smettiamo, una volta per tutte, di continuare a nasconderci dietro alle scuse del momento, come l\u2019albero che ostruisce il flusso o la buca della tana nell\u2019argine: la pericolosit\u00e0<br>idrogeologica \u00e8 s\u00ec amplificata dal clima che varia, ma si rafforza tanto anche per la nostra disattenzione alla tutela del suolo a al mantenimento del territorio in equilibrio con la Natura.<br>Pontedera, 31 ottobre 2024<br>Il direttivo di Legambiente Valdera<br>Nelle foto: la cassa d&#8217;espansione a La Sterza completamente vuota, con l&#8217;Era in piena sullo sfondo<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"452\" src=\"https:\/\/www.legambientevaldera.it\/circolo\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Cassa-espansione-La-Sterza_2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2281\" srcset=\"https:\/\/www.legambientevaldera.it\/circolo\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Cassa-espansione-La-Sterza_2.jpg 1024w, https:\/\/www.legambientevaldera.it\/circolo\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Cassa-espansione-La-Sterza_2-300x132.jpg 300w, https:\/\/www.legambientevaldera.it\/circolo\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Cassa-espansione-La-Sterza_2-768x339.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"575\" src=\"https:\/\/www.legambientevaldera.it\/circolo\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Cassa-espansione-La-Sterza_1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2282\" srcset=\"https:\/\/www.legambientevaldera.it\/circolo\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Cassa-espansione-La-Sterza_1.jpg 1024w, https:\/\/www.legambientevaldera.it\/circolo\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Cassa-espansione-La-Sterza_1-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.legambientevaldera.it\/circolo\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Cassa-espansione-La-Sterza_1-768x431.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">????????????????????????????????????<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di fronte a eventi meteorologici estremi \u2013 terribile quanto apprendiamo in queste ore dalla Spagna Come quelli che penalizzano tanto le aree pianeggianti in riva ai fiumi della Toscana (e pi\u00f9 in generale di tutto il nostro Paese e molte aree del pianeta), quanto le aree collinari sottoposte a frane e smottamenti, tutti si sentono &hellip; 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