manifestazione “NoBase” a coltano

“Nessuna base per nessuna guerra”, questo lo slogan di Movimento NoBase, né a Coltano né altrove, che giovedì 2 Giugno ha riunito 10mila manifestanti, arrivati da tutta Italia, per protestare contro il progetto della base militare a Coltano.

Il progetto, promosso dal Ministero della Difesa, è stato approvato dal governo che ha pubblicato, il 23 marzo, un decreto legato al PNRR. Il decreto mira ad accelerare alcuni progetti particolarmente complessi, per favorire le opere legate alla difesa nazionale. Le decisioni sull’area di Coltano sono state prese senza preavviso e con scarse comunicazioni alle istituzioni del territorio: di fatto una decisione imposta dal governo.

Il progetto prevede di raggruppare il Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri (Gis), il 1° Reggimento Paracadutisti “Tuscania” e il Centro Cinofilo dell’Arma. I piani del Ministero della Difesa sono quelli di allargare l’area militare dismessa dell’ex centro radar (dove Guglielmo Marconi nel 1931 fece partire il segnale che fece illuminare il Cristo Redentore a Rio de Janeiro) per occupare un territorio di 730mila metri quadrati, includendo nell’area anche la Villa Medicea costruita del 1586. Secondo le previsioni, nella base sarebbero costruiti i nuovi comandi dei reggimenti, due poligoni di tiro, edifici per l’addestramento del personale militare, magazzini, uffici, oltre che un laboratorio, 18 edifici residenziali e una pista di atterraggio per gli elicotteri. Una significativa parte dei nuovi edifici dovrebbe essere realizzata all’interno del Parco regionale Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, in una zona definita ”agricola di recupero ambientale”, sottoposta a vincoli ambientali. Costo stimato dell’opera? circa 190 milioni di euro.

Per questo migliaia di persone e decine di bandiere, fra cui Legambiente Italia e Legambiente Valdera, dopo una raccolta di 100mila firme, si sono date appuntamento giovedì 2 giugno, alle ore 14.30 di fronte alla Villa Medicea. Il corteo ha poi proseguito in un percorso ad anello all’interno dei confini del Parco naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. Ma niente è perduto, il “Movimento NoBase, né a Coltano né altrove” continua la mobilitazione e verranno sicuramente messi in agenda incontri con il Governo, la Regione e il Comune di Pisa.

GREENPEACE ITALIA, LEGAMBIENTE E WWF

ENERGIA: SOLUZIONE NON È RIAPRIRE CENTRALI A CARBONE

L’ALTERNATIVA VERA SONO FONTI RINNOVABILI ED EFFICIENZA ENERGETICA, BISOGNA AGIRE IN MODO STRATEGICO

Di fronte all’aumento esponenziale dei prezzi del gas, alla guerra e ai possibili problemi di approvvigionamento, occorre reagire in modo strutturale e non con soluzioni a volte false, a volte inammissibili, a volte facili (forse), ma che sicuramente rischiano di perpetuare i problemi e non risolverli. 

È questo l’appello che lanciano Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia rispondendo al Presidente del Consiglio Mario Draghi che oggi ha parlato della possibilità di riaprire in Italia le centrali a carbone per compensare l’eventuale calo delle importazioni di gas dalla Russia. Le soluzioni vere e strutturali sono evidenti e già alla nostra portata: energie rinnovabili, accumuli, pompaggi, reti, risparmio e l’efficienza energetica, un mix formidabile. È di tutta evidenza che in tempi di carenza di energia, il primo passo è usare l’energia al meglio e risparmiarla: questo però deve diventare non un atteggiamento momentaneo, ma una priorità permanente. Dal lato delle fonti alternative, se gli operatori energetici, non un’associazione ambientalista, si dichiarano in grado di installare 60 GW di rinnovabili in 3 anni, a patto che si velocizzino al massimo le pratiche autorizzative, sarebbe davvero assurdo che dal Governo non si cogliesse la palla al balzo e non si mettesse su una task force per individuare le modalità e aiutare la pubblica amministrazione a dare risposte alle richieste pendenti. Questa dovrebbe essere la priorità assoluta, con l’obiettivo di approvvigionarci interamente da fonti rinnovabili entro il 2035: si può fare, è un obiettivo che altri Paesi si sono già posti. È la vera e l’unica garanzia di indipendenza energetica perché non dipendente da combustibili importati, ancorché fossili.

La soluzione falsa è quella del cosiddetto gas nazionale: la retorica inutile e dannosa che vuole il via allo sfruttamento intensivo e massiccio delle estrazioni di gas sul nostro territorio e nei nostri mari. Come dimostrato in una nota tecnica del WWF sul Gas Nazionale, anche volendo sommare tutte le riserve nazionali, incluse quelle difficilmente estraibili a causa di costi economici ed energetici poco sostenibili, l’Italia avrebbe al massimo riserve di gas per 111,588 miliardi di m3. Dal momento che il nostro paese consuma (C) circa 75-76 miliardi di m3 /anno, anche sfruttando tutte le riserve (poco realistico) queste sarebbero in grado di coprire appena un anno e mezzo della domanda di gas nazionale. (Un tema, quello della insensata corsa al gas, sviluppato anche in questo report di Legambiente. Inoltre, il gas nazionale non sarebbe per forza destinato al mercato nazionale e non farebbe alcuna differenza dal lato dei prezzi, a meno che non si voglia nazionalizzarlo. Una accelerazione spinta sulle rinnovabili avrebbe anche effetti occupazionali netti positivi come dimostrato dallo scenario commissionato da Greenpeace Italia

La soluzione inammissibile è la riapertura delle centrali a carbone: l’Italia gioca non solo la sua credibilità, ma anche molte delle sue riduzioni di gas serra che deve attuare sul rispetto dell’impegno di chiudere tutte le centrali a gas entro il 2025. Le centrali a carbone vanno chiuse senza se e senza ma, i tentativi dei soliti noti che cercano di riportare in auge persino il peggior combustibili fossile, un vero e proprio killer non solo del clima, ma anche della salute umana e delle attività economiche, si scontra con la sofferenza decennale degli abitanti dei territori su cui le centrali insistono. Tutti gli amministratori, indipendentemente dal colore politico, vogliono che centrali si chiudano: e vanno chiuse. 

La soluzione facile (forse) ma sicuramente nel senso sbagliato è quella dell’aumento delle infrastrutture per il gas: sarebbe uno spreco di risorse, immobilizzate in un combustibile fossile quando la decarbonizzazione va invece accelerata. Ma non è solo una questione ambientale: noi attualmente abbiamo infrastrutture sovradimensionate, oggi i rigassificatori che abbiamo li paghiamo in bolletta perché sono sottoutilizzati. Il MITE dovrebbe informarsi e usare al meglio le strutture esistenti prima di parlare di nuovi rigassificatori che saranno disponibili, a essere super-ottimisti, tra 5 anni. Noi oggi dobbiamo minimizzare le infrastrutture che rischiano di immobilizzare i soldi da destinare invece alla transizione energetica.

Per Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia, di fronte alla grave crisi internazionale attuale, e alla gravissima crisi climatica che ci colpisce già, ma che rischia di diventare ingestibile con l’aumento della temperatura – ce lo ricorderà con dati aggiornati e ulteriormente preoccupanti l’IPCC, lunedì 28 alle 12 – siamo a un bivio: non dobbiamo assolutamente scegliere la strada di spendere tanto per perpetuare i problemi attuali, bensì imboccare decisamente la strada del futuro. 

Ufficio stampa Greenpeace Italia: Felice Moramarco 348 763 0682 

Ufficio stampa Legambiente: Luisa Calderaro 349.6546593

Ufficio stampa Wwf Italia: Giulia Ciarlariello g.ciarlariello@wwf.it 334.6151811

ESCURSIONE GUIDATA DOMENICA 27 FEBBRAIO ANELLO LA ROTTA-MONTECASTELLO

DESCRIZIONE: Un percorso che si snoda tra le colline e i paesaggi rurali della Valdera; ci troveremo immersi in boschi di querce, pini ed erica, arbusti di corbezzolo ed ornielli: una grande varietà di vegetazione e di paesaggi … ad un passo dalla città!
DIFFICOLTA’ (T – E – EE): E, escursione adatta a famiglie e bambini abituati a camminare.
LUNGHEZZA: circa 8 km.
DISLIVELLO: 300 m circa in salita e altrettanti in discesa. Dopo la salita che giunge a Montecastello (132 m s.l.m.), primo tratto dell’escursione, raggiungeremo la valle del R.Lama, per poi risalire nuovamente verso P. Pino (137m s.l.m.)
DURATA: Tutta la giornata, con rientro alle auto entro le 16,30. Pranzo al sacco a cura dei partecipanti.
PERCORSO: Itinerario ad anello. Percorso di interesse naturalistico e paesaggistico.
GUIDA: Francesco Morelli
RITROVO: ore 9.30 nel parcheggio antistante il Cimitero di La Rotta, in Via di San Gervasio, in prossimità dell’incrocio con Via del Pietriccio.
Abbigliamento consigliato: abbigliamento stagionale adatto a camminare all’aperto, pantaloni lunghi e scarpe da trekking.
Pranzo: al sacco a carico dei partecipanti.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO SABATO 26 FEBBRAIO (entro le ore 15) o comunque fino a esaurimento dei posti disponibili. Solo per email. Verrà data conferma dell’avvenuta iscrizione sempre per email.
PARTECIPANTI: è previsto un numero massimo di 25 partecipanti.
PRENOTAZIONI: 
cristina@legambientevaldera.it
carlogalletti1@virgilio.it
IN CASO DI MALTEMPO: l’escursione sarà spostata a data successiva, avvisando personalmente tutti quelli che hanno prenotato l’escursione.
INFO: Carlo 338 6716062
BAMBINI: percorso adatto ai bambini se abituati a camminare: tenete presente la lunghezza del percorso.
CANI: E’ preferibile non portarli, per la presenza di animali selvatici, cani da pastore e biker.
COSTO: L’escursione è riservata ai soci Legambiente di qualsiasi circolo. Saranno ammessi non iscritti nel caso ci siano posti non prenotati dai soci, con un contributo di 5 euro. E’ possibile rinnovare la tessera per il 2022 la mattina dell’escursione, prenotandola quando si prenota l’escursione. Vi ricordiamo le nuove condizioni per la partecipazione alle escursioni nel 2022. Continueranno ad essere gratuite per i soci Legambiente tutte le uscite nel territorio della provincia di Pisa, mentre chiederemo un contributo di 5 Euro per quelle fuori provincia; tutte le uscite continueranno ad essere gratuite per i minori, che dovranno però essere iscritti all’associazione, a condizioni speciali, perché siano coperti dalla nuova assicurazione. Il costo della tessera rimane  invariato a 20 euro (15 euro tessera giovani) e dà diritto a una escursione gratuita fra quelle per cui sarà richiesto il contributo, e alla partecipazione gratuita a tutte le uscite in provincia di Pisa. I contributi richiesti ci consentono di avere a disposizione un’assicurazione per i soci del circolo dedicata alle escursioni, con una copertura più ampia (quella garantita dalla tessera, si limita agli eventi avversi più estremi).
REGOLE DA SEGUIRE: riepiloghiamo le regole principali da seguire per effettuare in sicurezza le escursioni. Le seguenti regole sono dettate dalla necessità di poter effettuare le iniziative previste nel rispetto della salute e della sicurezza di tutti i partecipanti e delle guide. Ci affidiamo alla vostra responsabilità ed al rispetto delle regole e delle altre persone presenti.
– La richiesta di prenotazione dovrà avvenire solo per posta elettronica (e dovrà contenere nome e cognome di tutti i partecipanti e numero di cellulare di riferimento)
– Verrà data conferma dell’avvenuta iscrizione solo per posta elettronica.
– I numeri di telefono disponibili servono solo per delucidazioni/info riguardo le caratteristiche/difficoltà dell’escursione. (Carlo 338 6716062).
– Nel caso subentri l’impossibilità di partecipare ad un evento già confermato per mail, si prega gentilmente di darne tempestiva comunicazione in modo da dare ad altri la possibilità di partecipare.
– E’ fatto obbligo, all’inizio ed alla fine dell’escursione, dell’uso del gel igienizzante e delle mascherine protettive. Si prega gentilmente di dotarsi di entrambi.
– Le mascherine potranno essere abbassate nelle fasi di cammino ma obbligatoriamente utilizzate durante le soste per le spiegazioni e quando la distanza interpersonale è minore di 2 metri.
– Durante l’intera uscita la distanza interpersonale dovrà essere mantenuta non inferiore ai 2 metri, fatto salvo i nuclei familiari conviventi.
– In presenza di febbre o affezioni respiratorie non si può partecipare all’escursione. 

ESCURSIONE GUIDATA DOMENICA 9 e 16 GENNAIO SAN ROSSORE – FRA LA STERPAIA E IL FIUME MORTO

DESCRIZIONE: mentre stiamo preparando il programma delle escursioni 2022, anticipiamo una uscita in un’area di San Rossore aperta al pubblico dopo le più recenti modifiche al regolamento di accesso. Un percorso facile, per ricominciare a camminare dopo il relax delle feste, senza rinunciare a paesaggi unici e suggestivi come quelli offerti dalla Tenuta di San Rossore nella parte settentrionale, fra la Sterpaia e il Fiume Morto.
DIFFICOLTA’ (T – E – EE): T; escursione adatta a famiglie e bambini.
LUNGHEZZA: circa 5 km.
DISLIVELLO: nessuno.
DURATA: solo la mattina, con rientro alle auto entro le 13.
E’ possibile pranzare in uno dei ristoranti del Parco; i partecipanti possono prenotare autonomamente qualche giorno prima dell’escursione. Questi i recapiti:

  • Ristorante Da Poldino a Cascine Vecchie, tel. 050 9911212
  • Ristorante La Sterpaia, tel. 340 880 6864 (raggiungibile a piedi dal punto di partenza e di arrivo dell’escursione)
  • Ristorante L’Ippodromo, tel. 050 533180

RITROVO: alle 9,45 al parcheggio della Sterpaia: dal viale delle Cascine da cui si accede a San Rossore dall’Aurelia, si seguono le indicazioni per  l’Ippodromo (girando a destra quando si arriva al primo incrocio dopo il bosco); si supera l’Ippodromo e si prosegue per il grande viale che attraversa il Fiume Morto e finisce in prossimità dei grandi edifici della Sterpaia; si parcheggia ai due lati della strada.
PERCORSO: Percorso di interesse naturalistico e paesaggistico. Itinerario ad anello.
GUIDA: Valeria Neri
RACCOMANDAZIONI:
Evitare pantaloni di felpa, consigliati tessuti tecnici o jeans; vestirsi a strati per potersi adeguare alle variazioni di temperatura; scarponi da trekking, acqua, snack, giubbotto. Consigliato il binocolo. Lungo il percorso non ci sono punti di ristoro ma alla partenza è aperto il bar alla Sterpaia; si prega di arrivare in anticipo se si vuole usufruire del bar.
CONDIZIONI PARTICOLARI: E’ previsto un numero massimo di 18 partecipanti e un numero minimo di 8 partecipanti. In caso di richieste superiori alla disponibilità, ripeteremo l’uscita la domenica successiva; nel caso il numero di partecipanti sia inferiore a 8, l’escursione non sarà effettuata. ATTENZIONE: Le norme attuali prevedono l’obbligo di indossare la mascherina lungo tutto il percorso.
BAMBINI: sì, si tratta di un percorso facile e non troppo lungo.
CANI: meglio non portarli, per la presenza di fauna e le caratteristiche degli ambienti attraversati.
COSTOL’escursione è riservata ai soci Legambiente di qualsiasi circolo. Saranno ammessi non iscritti nel caso ci siano posti non prenotati dai soci, con un contributo di 5 euro. E’ possibile rinnovare la tessera per il 2022 la mattina dell’escursione, prenotandola quando si prenota l’escursione. Vi ricordiamo le nuove condizioni per la partecipazione alle escursioni nel 2022. Continueranno ad essere gratuite per i soci Legambiente tutte le uscite nel territorio della provincia di Pisa, mentre chiederemo un contributo di 5 Euro per quelle fuori provincia; tutte le uscite continueranno ad essere gratuite per i minori, che dovranno però essere iscritti all’associazione, a condizioni speciali, perché siano coperti dalla nuova assicurazione. Il costo della tessera rimane  invariato a 20 euro (15 euro tessera giovani) e dà diritto a una escursione gratuita fra quelle per cui sarà richiesto il contributo, e alla partecipazione gratuita a tutte le uscite in provincia di Pisa. I contributi richiesti ci consentono di avere a disposizione un’assicurazione per i soci del circolo dedicata alle escursioni, con una copertura più ampia (quella garantita dalla tessera, si limita agli eventi avversi più estremi).
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO SABATO 9 GENNAIO (entro le ore 15) o comunque fino a esaurimento dei posti disponibili. Solo per email. Verrà data conferma dell’avvenuta iscrizione sempre per email.
PRENOTAZIONIcristina@legambientevaldera.itcarlogalletti1@virgilio.it
IN CASO DI MALTEMPO: l’escursione sarà spostata a data successiva, avvisando personalmente tutti quelli che hanno prenotato l’escursione.
INFO: Carlo 338 6716062
REGOLE DA SEGUIRE: riepiloghiamo le regole principali da seguire per effettuare in sicurezza le escursioni. Le seguenti regole sono dettate dalla necessità di poter effettuare le iniziative previste nel rispetto della salute e della sicurezza di tutti i partecipanti e delle guide. Ci affidiamo alla vostra responsabilità ed al rispetto delle regole e delle altre persone presenti.
– La richiesta di prenotazione dovrà avvenire solo per posta elettronica (e dovrà contenere nome e cognome di tutti i partecipanti e numero di cellulare di riferimento) scrivendo a cristina@legambientevaldera.itcarlogalletti1@virgilio.it.
– Verrà data conferma dell’avvenuta iscrizione solo per posta elettronica.
– I numeri di telefono disponibili servono solo per delucidazioni/info riguardo le caratteristiche/difficoltà dell’escursione. (Carlo 338 6716062).
– Nel caso subentri l’impossibilità di partecipare ad un evento già confermato per mail, si prega gentilmente di darne tempestiva comunicazione in modo da dare ad altri la possibilità di partecipare.
– E’ fatto obbligo, all’inizio ed alla fine dell’escursione, dell’uso del gel igienizzante. Occorre indossare la mascherina protettiva per tutta la durata dell’escursione. Si prega gentilmente di dotarsi di entrambi.
– Durante l’intera uscita la distanza interpersonale dovrà essere mantenuta non inferiore ai 2 metri, fatto salvo i nuclei familiari conviventi.
– In presenza di febbre o affezioni respiratorie non si può partecipare all’escursione. 

PECCIOLI RADDOPPIA LA DISCARICA E CANDIDA LA VALDERA A CAPITALE DEI RIFIUTI

Una quantità di cinque milioni e mezzo di metri cubi di rifiuti: una vera e propria montagna, è destinata a essere collocata in Valdera, a seguito del progetto del comune di Peccioli sostenuto dalla Regione, di aumento volumetrico della discarica di Legoli. 

Discarica della Belvedere spa a Legoli

E’ sostanzialmente il raddoppio dell’attuale discarica, un incremento che per i decenni a venire conferma la Valdera e la parte meridionale della provincia di Pisa come il principale sito di smaltimento di rifiuti della Regione. Poco più del 3% del territorio regionale in cui sono stati smaltiti finora il 50% dei rifiuti urbani e speciali dell’intera Regione, manterrà in futuro questo ruolo, anche a seguito degli ampliamenti di altri impianti: volumi meno imponenti rispetto a quello di Peccioli ma che sommati fra loro continueranno a fare della Valdera la destinazione finale di quello che l’economia circolare e la transizione ecologica non riusciranno a recuperare: amianto a Chianni, rifiuti urbani e speciali a Gello e a Scapigliato (nel comune di Rosignano ma vicino a Santa Luce), senza dimenticare l’ampliamento della discarica di Bulera nel comune di Pomarance, che “ospita” rifiuti industriali e pericolosi con un grande via vai di TIR sulle strade della Valdera e della Val di Cecina. E senza dimenticare i cospicui smaltimenti illegali, in alcuni comuni della Valdera, di fanghi di depurazione e di KEU (derivato dai fanghi conciari), al centro di indagini e azioni giudiziarie.

A ridosso delle festività e in un clima di preoccupazione per gli sviluppi dell’epidemia di COVID, la notizia del raddoppio della discarica pecciolese rischia di passare inosservata: a metà gennaio scadono i termini per presentare osservazioni sull’ampliamento, in un contesto che vede la Toscana carente di un Piano Regionale sui rifiuti. Piano in realtà in fase di elaborazione, ma curiosamente anticipato da tutti gli ampliamenti citati, di cui quello della discarica di Legoli è il più importante.

Questa “politica dei rifiuti” basata sull’ampliamento delle discariche esistenti, sostenuta da alcune amministrazioni locali e dalla Regione, che anticipa e condiziona l’elaborazione del Piano Regionale, che effetto avrà sull’altra Valdera, quella delle produzioni agricole di qualità, del turismo e dell’artigianato? Quella di tante imprese e di lavoratori che puntano sullo sviluppo locale e sulle qualità del territorio? 

Cosa ne pensano le altre amministrazioni locali, le forze politiche e sociali? 

Noi crediamo che sia necessario fermare questo nuovo ampliamento in attesa del Piano Regionale, che dovrà assumere il compito di gestire i rifiuti con priorità nei territori in cui vengono prodotti, mettendo fine alla creazione di poli di smaltimento di rilevanza regionale: ognuno si assuma le proprie responsabilità in base anche al reddito che certe produzioni garantiscono, e i cui scarti non recuperabili non possono condizionare il futuro di altri territori che hanno scelto una strada diversa.

Pontedera, 1/1/2022

Il Direttivo di Legambiente Valdera

10 OTTOBRE – MARCIA DELLA PACE

Una lunga storia di pace. Anzi d’impegno per la pace e i diritti umani. Una storia fatta di centinaia di migliaia di donne e uomini di tante generazioni e di ogni età. 

Come nelle edizioni precedenti, la Tavola della Pace e della Cooperazione Onlus può organizzare un pullman per facilitare le persone interessate, ma deve richiamare fin da ora le condizioni dettate dalle misure delle Autorità per la tutela della salute dei partecipanti:  

obbligo di green pass e mascherina per salire a bordo del pullman.  

il pullman potrà contenere passeggeri entro e non oltre l’80% della sua capienza (es: un pullman da 58 posti potrà trasportare fino al massimo di 44 passeggeri).  

Avvertiamo che il raggiungimento delle 44 prenotazioni è la condizione necessaria per confermare la prenotazione del pullman da 58 posti 

Per il motivo suddetto, consigliamo a tutte/tutti coloro che intendono partecipare di segnalarci entro il prossimo lunedì 27 l’intenzione di prenotare i posti sul pullman, utilizzando uno dei seguenti canali: 

– mail : tavolapace_pevera@hotmail.com

– WhatsApp su cell. 349-4172840 

– WhatsApp su cell. 347-8427763 

L’ordine di priorità sarà scandito in base alla data e all’ora della segnalazione scritta, NON della telefonata vocale, per cui le eventuali chiamate ai numeri fissi 0587/299506, 0587/299505 potranno essere usate soltanto per informazioni generiche, come ad esempio per sapere se ci sono posti disponibili. 

Come le volte precedenti, per mantenere la priorità della prenotazione, i partecipanti dovranno, entro giovedì 30 settembre, avere fatto il versamento di 10 € di garanzia presso la sede della Tavola, via Brigate partigiane, 4 – Pontedera (PI) o averlo fatto pervenire sul conto bancario con l’IBAN indicato qui sotto tra i nostri dati anagrafici. Per i partecipanti di età superiore ai 14 anni i restanti 5 € del contributo alla spesa del pullman saranno raccolti durante il viaggio verso Perugia. 

L’acconto potrà comunque essere restituito nel caso in cui i partecipanti avessero un ripensamento entro il 30 settembre

sito web:  www.cooperareperlapace.it

COMUNICATO SULLA GRILLAIA

Discarica della Grillaia-Chianni: non è questa la soluzione per l’amianto!

La discarica de La Grillaia, in funzione dal 1990 al 1998, nacque con l’obiettivo di smaltire 300.000 metri cubi di rifiuti che diventarono in seguito a vari ampliamenti a partire dalla sua “regionalizzazione” nel 1992, 1.500.000 metri cubi per rispondere all’emergenza dello smaltimenti dei fanghi conciari. Fanghi che, insieme a rifiuti da altre regioni, misero in crisi il funzionamento dell’impianto, con produzione di percolato altamente inquinato, sversamenti e maleodoranze.

Dopo le lunghe proteste di un coraggioso movimento di cittadini, la provincia nel 1998 decretò la chiusura della discarica; la fase di post-chiusura fu gestita da allora in maniera molto approssimativa. In seguito i proprietari presentarono progetti di messa in sicurezza dell’impianto prevedendo ulteriori 300.000 mc di rifiuti poi scesi a 270.000 (che avrebbero garantito un significativo ritorno economico, ben superiore ai costi della messa in sicurezza medesima). Poco prima delle elezioni del 2014 i comuni di Chianni, Terricciola e Laiatico, la Regione e la Provincia firmarono un protocollo per la gestione della chiusura della ex-discarica senza apporto di ulteriori rifiuti. Il dirigente della Provincia però, aveva nel frattempo approvato il progetto di chiusura della discarica con apporto di ulteriori rifiuti proposto dalla proprietà.

Come Legambiente siamo stati presenti fin dall’inizio e testimoni nel 1998 sia delle cariche della polizia contro i cittadini che si opponevano all’impianto,  sia  dell’impegno dell’allora presidente della Provincia di procedere alla chiusura definiva.
La Delibera della Regione n. 629 del 2020 che autorizza il conferimento di amianto nella discarica per 270.000 metri cubi,  risponde a una nuova emergenza regionale, e ancora una volta questa discarica rischia di diventare, come lo fu per i fanghi conciari, LA SOLUZIONE, rischiando di diventare l’unico sito di smaltimento di amianto della Toscana. E come già successo per i fanghi, la cubatura potrebbe aumentare e Chianni potrebbe diventare il sito regionale di smaltimento dell’amianto per molti anni, vedendo così condizionare pesantemente il futuro economico dell’area e impedendo a una nuova economia, basata su agricoltura e turismo, di affermarsi.

La Delibera della Regione oltretutto, si basa sul presupposto che i volumi di rifiuti autorizzati per la discarica non siano stati raggiunti, mentre documenti di ARPAT degli anni ’90 dimostrano che la volumetria autorizzata è stata completamente utilizzata: si andrebbe quindi a smaltire una consistente quantità di amianto in una discarica esaurita, che deve solo essere messa in sicurezza con una rimodellazione del profilo che richiede una quantità assai inferiore di materiali.

Ci aspettiamo e ci auguriamo che, ove non intervenga la Regione bloccando il progetto, il ricorso amministrativo e gli esposti presentati a partire dal 2020 da Comitati e gruppi di cittadini possano impedire la riapertura della discarica. Riguardo al problema dell’amianto, come circolo Legambiente Valdera, in accordo con la Direzione Regionale dell’associazione, sosteniamo che la soluzione non è quella di fare di volta in volta scelte improvvisate per risolvere una emergenza che dura da anni, ma quella di realizzare un Piano Regionale che preveda che ogni territorio, ogni provincia, si faccia carico dello smaltimento di questo tipo di rifiuti.

Legambiente sostiene che se lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto è sicuro, occorre individuare gli impianti idonei per capienza e caratteristiche costruttive, non solo in Valdera ma in tutta la Toscana: la politica a ogni livello può fare la sua parte, pianificando la soluzione invece di procedere per tentativi, e evitando di considerare una soluzione lo smaltimento di amianto in una discarica esaurita che è invece semplicemente da chiudere!


Il Direttivo di Legambiente Valdera 

https://www.quinewsvaldera.it/chianni-grillaia-non-e-la-soluzione-per-lamianto.htm

https://www.pisatoday.it/cronaca/discarica-grillaia-chianni-esaurita-no-amianto-legambiente-valdera.html